Nascere prima del tempo

Una gravidanza fisiologica ha una durata compresa fra 38 e 42 settimane.

Se un bambino nasce dopo una gestazione inferiore alle 37 settimane viene definito 'prematuro' o 'pretermine'. Quando il parto avviene dalla 32ma alla 37ma settimana (con peso compreso tra 1.500 e 2.500 grammi), la prematurità viene definita moderata. Si parla di prematurità grave se la nascita avviene prima della 32ma settimana (peso tra i 500 e i 1.500 grammi).
Lo sviluppo della scienza medica fa sì che anche i prematuri gravi possano avere buone possibilità di sopravvivenza, purché siano assistiti in reparti di neonatologia attrezzati e dotati di personale competente.

La prematurità è comunque una condizione che non deve essere sottovalutata, perché il neonato, oltre al rischio di non sopravvivere dopo il parto pretermine, deve fronteggiare la possibilità di subire conseguenze permanenti; per questo è raccomandato, dopo la dimissione dall'unità di terapia neonatale, un attento follow up per diagnosticare precocemente eventuali problemi motori o cognitivi.

I principali problemi che un prematuro si trova ad affrontare

Il bambino prematuro si trova sbalzato nel mondo esterno quando non è ancora pronto ad affrontare la vita fuori dall'ambiente protettivo dell'utero materno. Questi i principali problemi che un prematuro può incontrare:

  • difficoltà a mantenere una adeguata temperatura corporea, che richiede la permanenza in incubatrice
  • elevato rischio di contrarre infezioni, a causa del sistema immunitario ancora incompleto; da qui la necessità di mantenere il prematuro al riparo dagli agenti patogeni e il ricorso, se necessario, a terapie antibiotiche adeguate
  • difficoltà respiratorie con frequente sindrome da distress respiratorio (Rds), provocata dall'immaturità polmonare. A causa della carenza di surfattante, sostanza normalmente prodotta dai polmoni, gli alveoli collassano e rendono difficile la respirazione. Si interviene in vari modi: dalla ventilazione meccanica, con intubazione tracheale, alla cannula nasale che immette un flusso costante nelle vie aeree, alla semplice immissione di ossigeno nell'incubatrice. Inoltre viene somministrata una terapia surfattante per favore la maturazione dei polmoni
  • emorragie cerebrali intraventricolari: sono facilitate dalla fragilità dei vasi sanguigni dei nati pretermine. Vengono monitorate con ecografie cerebrali; lievi emorragie sono frequenti ma solitamente non producono danni permanenti
  • difficoltà ad alimentarsi: nei casi di grave prematurità il sistema digerente può essere immaturo, pertanto l'alimentazione viene somministrata direttamente in vena ('nutrizione parenterale totale'); in un'altra fase, quando il bambino non è in grado di succhiare e deglutire, l'alimentazione avviene attraverso un piccolo tubo che dal naso o dalla bocca raggiunge direttamente lo stomaco ('gavage'); appena possibile, viene proposto il seno materno o il biberon; il miglior alimento per un prematuro è naturalmente il latte materno
  • anemia: la carenza di globuli rossi nel sangue è dovuta al fatto che nelle prime settimane di vita la loro produzione è limitata. Possono pertanto rendersi necessarie trasfusioni di sangue
  • ittero: è la colorazione giallastra che colpisce la cute dei bambini a causa dell'eccesso di bilirubina nel sangue. La bilirubina è la sostanza che si produce quando i globuli rossi invecchiano e devono essere smaltiti dal fegato e dalla milza. L'eccesso di bilirubina può affaticare il fegato e provocare danni; l'ittero, che colpisce l'80 per cento dei prematuri (e anche molti bambini nati a termine) viene curato facilmente con la fototerapia, cioè l'esposizione a una lampada speciale che 'distrugge' la bilirubina

Questi sono alcuni dei problemi più frequenti ai quali vanno incontro i prematuri; ve ne solo altri(pneumotorace, retinopatia, eccetera), così come sono sempre in agguato le complicazioni. La medicina ha risorse crescenti per contrastare le patologie che colpiscono i nati pretermine, ma alla fine ogni bambino e un caso a sé, e tanti sono i fattori che entrano in gioco. Alcuni prematuri gravi combattono e sconfiggono tutte le avversità; altri, anche se molto ben assistiti, possono non farcela. Per questi i neonatologi, in caso di grave prematurità, sono giustamente molto cauti nel formulare le previsioni.

Cosa dicono le statistiche

A titolo puramente statistico, riportiamo le possibilità teoriche di sopravvivenza dei nati pretermine assistiti in un reparto avanzato di terapia intensiva neonatale (Utin). E' accertato che, specialmente nei casi di grave prematurità, l'elemento discriminante non è tanto il peso, quanto l'età gestazionale, che determina il grado di sviluppo degli organi.

Età
gestazionale
Probabilità
di sopravvivenza
21 settimane o meno 0%
22 settimane 0-10%
23 settimane 10-20%
24 settimane 40-60%
25 settimane 50-80%
26 settimane 70-90%
27 settimane oltre il 90%
30 settimane oltre il 95%
34 settimane oltre il 98%
 

Diamo una chance anche ai neonati più piccoli  

La proposta, recentemente formulata in un convegno a Firenze, di evitare l’accanimento terapeutico nei neonati estremamente prematuri, quelli di 22-24 settimane, suscita molte polemiche. Soprattutto, suscita polemiche la modalità che viene proposta: non fornire rianimazione o assistenza intensiva nei neonati di 22 e 23 settimane, e limitarla nei neonati di 24 settimane solo ai casi che rispondono bene alle manovre.
A questo proposito riportiamo il parere del dottor Luigi Gagliardi, segretario della sezione di epidemiologia della European Society for Pediatric Research, e uno dei coordinatori del “Network Neonatale Italiano” della società Italiana di Neonatologia, un registro di neonati altamente prematuri affiliato al Vermont-Oxford Network (un registro internazionale, il più grande del mondo, che raccoglie dati su oltre 35000 nati di peso molto basso o età gestazionale sotto le 30 settimane ogni anno).

Associazione Piccole Stelle Onlus - c/o Reparto di Pediatria e Neonatologia dell'Ospedale Versilia -